Il Genere Fantasy

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Contro la 'discriminazione' del genere fantastico.
view post Posted on 9/11/2006, 13:54Quote
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Questo è il mio segreto. È veramente semplice. Si vede bene solo con il cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi. (Exupéry)

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 16/12/2009, 18:09


L'opinione pubblica tende sempre a non pensare con la propria testa. Ecco perché i critici hanno sempre tanto successo. Senza mai leggere nemmeno un libro, la grande maggioranza della gente accetta le recensioni negative che critici senza troppa intelligenza fanno verso i romanzi del genere fantastico. La letteratura di fantascienza ha vissuto periodi drammatici, sottovalutata e disprezzata da pseudo-intellettuali e ignoranti senza cultura, ma grazie alla serietà di autori come Isaac Asimov, Philip K. Dick, Arthur Clarke, Ray Bradbury e altri, si è risollevata tanto da entrare finalmente nella cerchia della letteratura 'seria'. In questi tempi è il cinema di fantascienza ad essere disprezzato, e a volte anche giustamente perché da un po’ di anni grandi 'kolossal' di serie B imperversano tristemente nelle sale facendo cadere nuovamente nel baratro dell'infantilismo tutto il genere fantascientifico. In Italia la situazione è tra le più critiche in assoluto: grandi capolavori come Star Wars, o celebri romanzi come Dune sono disprezzati dal grosso pubblico. Ma se la fantascienza è da sempre in crisi, stessa situazione non si può dire essere diversa per il genere fantasy.

Perlopiù, l'opinione pubblica non comprende l'etichettatura 'fantasy': a quanto sembra, questa semplice e orecchiabile parola inglese non è molto conosciuta. Ed è una vera catastrofe cercare di spiegare in termini semplici cosa sia in realtà la letteratura fantasy, senza scadere in dettagli che comprendano elfi, troll, unicorni e roba simile. Per fortuna, il fantasy in questi tempi sta tornando sotto i riflettori come non succedeva dall'uscita, quasi mezzo secolo fa, del capolavoro di Tolkien "Il Signore degli Anelli". Proprio a causa di questo romanzo è nata la 'nuova era' del fantasy: la saga cinematografica di Peter Jackson ha entusiasmato milioni di spettatori e non pochi, sull'onda della passione, si sono dati alla lettura dell'omonimo romanzo di Tolkien. Da qui la rinascita del genere fantasy che, a quanto sembra, ha leggermente ottenuto più consensi dal pubblico in generale. Anche Harry Potter, pur non essendo tipica fantasy, possiede elementi tipici di questo genere ed ha avuto il merito di destare l'attenzione delle masse per questo filone narrativo. E' proprio grazie all'azione congiunta di questi due kolossal che sta avvenendo questa 'rinascita'.

Perché considerare il fantasy roba per bambini o per un pubblico esclusivamente femminile? Pare una sciocchezza ma è pura realtà, e se si pensa che un tale fenomeno era stato sottolineato dall'illustre Isaac Asimov già in un suo racconto, Roba per bambini, del 1954, si può vedere come la situazione non sia minimamente cambiata da allora. Sondaggi autorevoli, tra cui uno pubblicato su Delos Science Fiction, mostrano la gravità del fenomeno. Eppure la grande mole di romanzi scritti dal notissimo J.R.R. Tolkien dovrebbero aver almeno attenuato l'ingenua definizione di letteratura infantile. Del resto, anche se Lo Hobbit e lo stesso Signore degli Anelli possono essere letti ed apprezzati da chiunque, certamente non si può considerare una lettura impegnativa come quella del Silmarillion per bambini. E tanto meno si può dire che l'opera massima di Tolkien sia adatta solo ai ragazzi: eppure il 'rinomato' Club degli Editori, uno delle più celebri società italiane dedicate ai libri, segnala Il Signore degli Anelli come libro adatto a ragazzi dai 7 ai 13 anni! E' un insulto se si pensa a tutti i saggi scritti intorno ai significati reconditi e allo stile di scrittura della trilogia di Tolkien. Ma se è con Tolkien che si raggiungono nel genere fantasy le più alte vette di serietà, ci sono anche molti altri autorevoli scrittori che hanno dato lustro a tale genere letterario, in primis la grande Marion Zimmer Bradley, scomparsa nel 2000, con la sua formidabile saga di Darkover e con molte altre opere. Certo non si può considerare priva di merito una saga come quella di Avalon, acclamata dalla critica di mezzo mondo. E' poi vero che altri autori che hanno scritto opere fantasy non hanno fatto altro che rendere piatto e monocorde questo genere tutt'altro che noioso, e non si può non dire che i bravi autori fantasy si contano sulle punta delle dita di una mano.

:)
Terry Brooks merita un discorso a parte. E' stato lui, assieme a Tolkien, a meritarsi un posto in questa ristretta cerchia di grandi autori di Fabbricanti di Universi. Originale, divertente, straordinario, Brooks meriterebbe un encomio specialissimo solo per la sua superba capacità narrativa. In effetti, è difficile in questi tempi trovare uno scrittore che sappia ancora scrivere così bene. Se quindi Tolkien può essere duro da leggere per la sua voluta complessità narrativa, Brooks risulta invece avere uno stile di una leggerezza straordinaria. Ad essere leggero però, chiariamoci, è solo il suo stile narrativo: infatti è proprio con Brooks che assistiamo a una fondamentale evoluzione della narrativa fantasy, e cioè da un genere narrativo avventuroso e senza troppe pretese a un filone narrativo in cui magie, elfi ed esseri fatati sono spesso pretesti per raccontare qualcosa di più complesso. La saga di Shannara è ricca di critiche verso la nostra razza e verso la violenza che condurrà all'apocalisse. La saga di Landover utilizza tipici cliché del fantasy per mettere in primo piano il grande personaggio di Ben Holiday, la sua evoluzione interiore, la sua trasformazione nel modo di pensare e di agire. La saga del Verbo e del Vuoto punta il dito contro il baratro di abbrutimento in cui è caduta la razza umana in questi tempi, mostrandoci con spaventosa nitidezza gli aspetti più infimi del nostro mondo. Come si può parlare di letture per bambini davanti a romanzi che trattano di temi sociali così scottanti? E' la stessa cosa che spesso avviene con Star Trek, il quale, nonostante l'alto contenuto di 'messaggi subliminali' rivolti verso il nostro modo di vivere e di pensare, viene bollato come telefilm semplice e ingenuo. Eppure, è stato Star Trek a inserire per la prima volta nella storia della televisione un bacio tra un bianco e un nero, e sempre Star Trek ha affrontato i più disparati temi sociali: dall'eutanasia alla pena di morte, dai problemi religiosi ai rischi della tecnologia. Si deve pensare forse che l'opinione pubblica è così ottusa da non cogliere gli ovvi significati insiti in questa serie?


Il Mago di Oz è uno dei più grandi classici per bambini da sempre. Ed è ovviamente fantasy. Si può forse pensare che da questo è nata l'idea di associare letteratura fantasy e letteratura per bambini? Eppure Il Mago di Oz è colmo di riferimenti, allusioni e allegorie che menti giovani spesso non colgono. La Storia Infinita di Micheal Ende è uno dei più grandi classici della letteratura fantasy, apprezzato dai critici di tutto il mondo: eppure la sua trasposizione cinematografica, pur piuttosto godibile, è stata fatta appositamente per un pubblico giovanile (per non parlare poi degli scadenti seguiti). Questo solo per citare gli esempi più autorevoli, intendiamoci. E' vero che Il Mago di Oz, assieme al Signore degli Anelli, è tra i pochissimi romanzi fantastici entrati nell'elenco delle opere fondamentali del secolo XX. E' pur vero, però, che l'opinione pubblica (e non solo) continua a considerare tali romanzi adatti ad un pubblico esclusivamente infantile, e non per niente Il Mago di Oz è diventato un film della Disney. La situazione continua a rimanere nera. Se la consacrazione di Tolkien è ormai quasi ufficiale, quella delle altre grandi opere fantasy è ancora lontana. Servirà forse un film tratto da un romanzo di Terry Brooks per accendere l'interesse del pubblico generale verso questo autore? In questi tempi, sull'onda breve del doppio successo Signore degli Anelli-Harry Potter, sono in fase di realizzazione alcuni film fantasy che probabilmente si tramuteranno in flop. Ma anche se la trasposizione di Dungeon and Dragons fosse un successo, una pellicola del tutto priva di contenuti come questa potrà realmente mostrare all'opinione pubblica la serietà del genere fantasy? Le speranze sono poche, ma vale la pena tentare di difendere il lato culturale della letteratura fantastica e cercare di valorizzarlo in tutte le sedi possibili.

Fonte: fabbricantidiuniversi.it

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view post Posted on 7/8/2007, 20:14Quote
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Elfo

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 17/12/2009, 18:44


E' davvero un'infamia accreditata dai pensieri di gente più superficiale di quanto si possa pensare nonostante i titoli di cui si ricoprono. Ma chissa se prima o poi, leggendo un libro fantasy, capiscano di quanto hanno sbagliato nel giudicare troppo frettolosamente.

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"Avanti, avanti, Cavalieri di Théoden!
Gesta crudeli vi attendono: fuoco e stragi!
Saran scosse le lance, frantumati gli scudi,
e rosso il giorno prima dell'alba!
Cavalcate, cavalcate verso Gondor!"

Il Signore degli Anelli, libro quinto, capitolo V.

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